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Meta Modern Arts
Arte illuminata(tratto dal libro "Meta Modern Era" di Shri Mataj Nirmala Devi)
Il miglior esempio di umiltà dell’intelligenza si vede non tanto nelle costruzioni degli intellettuali, ma in quei poeti profondi ed in quegli artisti semplici, miti di cuore, che dipingono per il loro creatore con semplice e limpida dedizione. Nelle loro proiezioni mentali vedono il mondo che il Creatore ha fatto a propria immagine. Le creazioni spontanee di questa gente semplice sono riflessi esterni della Natura e del Divino. La gioia esuberante che sgorga da ogni pennellata dei loro dipinti apre il nostro cuore come un fragrante fiore di loto. C’è un unica silenziosa ispirazione che traspare dai loro lavori. Sfortunatamente in questi tempi moderni non stiamo producendo grandi maestri nel campo dell’arte. Abbiamo abbandonato la nozione di arte eterna ed invece seguiamo la cosiddetta arte moderna, che è così soggettiva che può essere capita solo dall’artista stesso e gli impone di fornire un lungo e complesso commento per convincere la nostra razionalità del valore della sua creazione. Infine ci sono i critici che, non avendo loro per primi nessun senso dell’eternità dello Spirito, possono esaltare qualsiasi stupidaggine possa risultare nuova, andando contro ogni buon senso e normalità. Certo l’arte moderna può avere manifestazioni molto evolute, se emana dallo Spirito, che è senza forma. Rompe le linee e le forme dell’arte convenzionale per creare una sostanza senza forma intessuta di un significato trasparente e luminoso. Ma per ottenere questa potenzialità, l’artista deve essere un’anima realizzata, capace di dipingere la gioia senza forma, in grado di emettere dallo Spirito l’esperienza di godimento spontaneo dello Spirito. Questa arte non richiede commenti o discussioni. Solo un poeta può descriverla. Uno come William Blake, che è stato un’anima altamente evoluta ed un veggente, ha disegnato e dipinto le visioni descritte nelle suo poesie. L’immaginazione di questi poeti tocca vertici di bellezza che solo un’anima illuminata può apprezzare e godere. Tutte quelle anime evolute che, sedute in un semplice villaggio tessendo uno scialle per la Dea, o che cantino lodi per l’Eterno e del senza fine in poesie, o suonino musica divina, sono tutte leggere onde divine che appartengono al Creatore. Qualche volta possono non venir capite, possono essere criticate da gente cieca ma, oltre a lavorare, cantare e suonare per sé stesse, lo fanno per coloro che hanno la conoscenza divina e che quindi possono percepire il mondo che ritraggono. Per comunicare questa visione non è necessario usare nessuna volgarità, né quel tipo di suggestioni sensuali che vengono sfruttate in questi tempi moderni. Se l’arte è pura, allora è contenuta in sé stessa e dà di per sé meraviglia e gioia, al punto che quando si è di fronte ad opere così, tutti i pensieri si fermano e si sente solo la bellezza di quello stesso stato che anche l’artista sente nel cuore. Questa percezione sottile di ciò che è vero e reale è un dono per un anima realizzata ed è molto diverso dai prodotti della mera razionalità. I criticiI critici e gli intellettuali, mancando di questa percezione sottile ( non sono capaci di disegnare nemmeno una linea) fanno entrare in gioco la loro razionalità egoica e limitata. Essi si sentono autorizzati a criticare e giudicare ogni artista non appena sboccia, ad uccidere il suo lavoro ed a ferire la sua sensibilità. Per esempio, tempo fa diedero una magistrale esecuzione orchestrale alla TV inglese, composta da una anziana signora di ottant’anni. Era molto bella, incantevole ma, il giorno dopo fu stroncata su di un giornale da una critica negativa che toglieva ogni valore a quel magistrale lavoro e lo mortificava. Da allora la compositrice si è sottratta all’attenzione della gente. Ma cosa c’è dietro a questa fine attività di critica? E’ forse la gelosia di quelli che non hanno alcun talento per creare nulla e perciò hanno imparato il mestiere di critico? Il problema è che non si può imparare a scuola ad apprezzare la vera arte. Non è pura e semplice comprensione mentale, ma una esperienza spirituale la cui possibilità di essere vissuta è innata in noi. Il semplice apprezzamento mentale di un critico è in realtà molto pericoloso perché può negare e distruggere tutto ciò che è genuino e reale e conferire un fascino artificiale ed un’aura di valore a qualsiasi cosa priva di significato e banale, se non distruttiva. Ma perché allora devono criticare? Ognuno fa le cose a modo suo, ed allora perché i critici confondono la gente con parole roboanti con cui sono stati educati? Vediamo che i prodotti del modernismo sono opere che riflettono soprattutto mancanza di profondità e confusione ed il grande contributo dei critici è di fornire expertise, certificati che accertano solo il valore mentale. Ma fortunatamente c’è una soluzione innata a tutto ciò.
Quale sarebbe il risultato se, come vediamo accadere, tutti i grandi artisti dovessero scomparire, ridotti al silenzio a causa delle critiche alla loro sensibilità e creatività? La legge della polarità agirebbe, e tutti i critici scomparirebbero, non essendoci più nessuno da criticare. Dovrebbero cominciare a criticarsi l’un l’altro ed è proprio quello che sta accadendo poiché sono come delle macchine programmate che non possono smettere di filare e raggomitolare le loro trame. E lo faranno finché vivranno.
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